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Cuore, cervello e stress Così il cioccolato aiuta la salute
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È una bomba calorica da usare con "cautela" ma ha effetti benefici sulla circolazione e sull'attività cerebrale. Sono molte le ricerche che rivelano gli effetti benefici del cioccolato. Fondente, al latte e bianco, ecco come sfruttarne al massimo i vantaggi

ROMA - Theobroma cacao, nutrimento celeste fin dal nome (theos, che è dio e broma, nutrimento). Bevanda, innanzi tutto. Talmente apprezzata e diffusa che, nella sua celebre Fisiologia del gusto, Brillat Savarin la definisce come "alimento salubre quanto gradevole, nutriente e di facile digestione, molto adatta alle persone che compiono un forte lavoro intellettuale". E se il fondatore della moderna gastronomia non scrisse del cioccolato solido è solo perché morì 21 anni prima che venisse "inventato" dalla ditta Fry di Bristol, nel 1847.
Il motivo, però, delle qualità che venivano attribuite empiricamente al cioccolato, che sotto forma di uova è diventato simbolo della Pasqua, si scoprirà più di un secolo dopo. Grandi quantità di antiossidanti, flavonoidi, catechine, procianidine e, non ultimo, sostanze chimiche che provocano una lieve euforia stimolando la produzione nel cervello di oppiacei naturali. Tutto questo al "costo" di poco più di 500 calorie all'etto.

"È una specie di pillola del buonumore - premette Laura Rossi, ricercatrice Inran, l'istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione - poiché stimola i recettori serotoninergici che regalano una sensazione di benessere. Inoltre gratifica e piace a tutti, ed è per questo che, pur avendo un profilo nutrizionale non desiderabile, lo si concede a piccole dosi. Tre quadretti, circa 30 grammi, con un panino piccolo da 50 grammi, sono una buona merenda per i bambini, perché i grassi del cioccolato sono compensati dal pane. Detto questo, non è un alimento salutistico, e non si può mangiarlo pensando ai benefici in termini di antiossidanti e di prevenzione. Le molecole protettive, come gli antiossidanti, dobbiamo cercarli in frutta e verdura, non in una matrice alimentare che apporta quasi il 50 per cento di grassi saturi".

Eppure di vantaggi provati da una serie non indifferenti di studi scientifici il cioccolato ne ha molti: uno statunitense dell'anno scorso (su Journal of Proteome Research) ha dimostrato come 40 grammi di fondente al giorno per due settimane riducono i livelli dell'ormone dello stress in persone altamente tese. Una meta-analisi condotta dall'università di Adelaide, in Australia, ha concluso che il fondente funziona più del placebo nell'abbassare la pressione riducendo anche l'ipertensione. Conclusione confermata da uno studio italiano (Medicina interna dell'università dell'Aquila) pubblicato sul Journal of Nutrition. E altri studi sono arrivati a ipotizzare effetti benefici sulla salute cardiovascolare: secondo il Prevention Research Center della Yale University, per esempio, l'alto contenuto polifenolico del cacao ha un impatto favorevole sull'endotelio vascolare e i suoi effetti antiossidanti possono influenzare direttamente l'insulinoresistenza.

Ovvio che si tende a mettere anche in guardia dai possibili effetti dietetici, considerata l'alta densità energetica del cioccolato, ma per i cioccodipendenti c'è anche una ricerca che giustifica chi non riesce davvero a farne a meno. Per la prima volta, infatti, è stato dimostrato che alcune persone sono "programmate" per amare il cioccolato. Niente meno che un imprinting biochimico, che ha a che fare con il nostro sistema metabolico e che potrebbe essere "misurato" in un prossimo futuro da appositi test su sangue e urine. Questa è la conclusione cui sono giunti scienziati svizzeri ed inglesi. E pazienza se lo studio è stato finanziato da una multinazionale che produce anche cioccolato.

Elvira Naselli

[Fonte: La Repubblica.it - Salute - 19 aprile 2011]





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