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Vi siete abbuffati? A fine pasto mangiate anche le fragole
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Possono «frenare» i picchi di grassi e di zuccheri

MILANO - Capita spesso, in occasione di pasti ricchi, come quelli di questi giorni, di rinunciare alla frutta perché ci si sente già sazi. Invece è proprio in queste occasioni che, più ancora del solito, bisognerebbe non farsela mancare. I pasti in cui abbondano grassi e carboidrati rapidamente assorbibili comportano un repentino aumento di glucosio e grassi nel sangue (che, alla lunga, rappresenta un fattore di rischio per malattie cardiovascolari, diabete e obesità), ma, come ci dice uno studio del Journal of the American College of Nutrition, il consumo di frutta (in questo caso i ricercatori hanno usato fragole) è in grado di controllare il rapido aumento dei lipidi e di alcune loro modificazioni negative (lipidi ossidati).

E l'effetto benefico della frutta non si limita a questo. In uno studio, appena pubblicato dal British Journal of Nutrition, si è visto che il consumo di 150 grammi di purè di frutti di bosco, con 35 grammi di zucchero, porta ad un aumento della glicemia più graduale e meno marcato rispetto a quando lo zucchero viene assunto senza la "protezione" rappresentata dai frutti. Un dato positivo, dal momento che iperglicemia e iperlipidemia innalzano il rischio di malattie cardiovascolari e diabete. Attenzione, però, questi effetti positivi non riducono il carico calorico del pasto, che resta quello che è.

Ma perché i frutti rossi servirebbero a contrastare gli effetti negativi di pasti ricchi? «La frutta ricca di molecole attive biologicamente, come i polifenoli, - risponde Cristina Scaccini, primo ricercatore dell'Inran (Istituto nazionale ricerca alimenti e nutrizione) - aiuta l'organismo con una azione anti-ossidante e anti-infiammatoria. Per anni si è pensato che queste molecole proteggessero l'organismo solo grazie alla rimozione di radicali liberi; invece, i polifenoli possono indurre anche una risposta a livello cellulare, attraverso un'azione diretta sui recettori e gli enzimi coinvolti nella modulazione della risposta dell'organismo ai radicali liberi».

Quali frutti sembrano più efficaci? «Tutti sono dotati di una buona riserva di molecole benefiche - risponde Scaccini - . Quello che consiglierei, è di consumare il più possibile frutta di stagione, ricordando che frutti di colore diverso contengono differenti famiglie di composti e, quindi, la varietà allarga lo spettro delle molecole benefiche con cui veniamo in contatto. Non dimentichiamo, comunque, che a tavola non bisognerebbe mai esagerare con grassi e carboidrati semplici e che non dovrebbe mai mancare, oltre alla frutta, la verdura. E sarebbe meglio accontentarsi di porzioni piccole. Anche nei giorni di festa».

C. F.

[Fonte: CorrieredellaSera.it - Salute/Nutrizione - 28 aprile 2011]

 





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