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Più longevi con meno calorie
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Scoperto un legame tra cibo mangiato e degenerazione delle cellule che portano all'invecchiamento

MILANO – Poche calorie mantengono giovani a lungo. Parola di un gruppo di ricercatori di Goteborg: secondo i loro studi una dieta controllata, in cui l’apporto calorico del cibo consumato è tenuto a bassi livelli, non solo fa bene alla linea e aiuta a mantenersi in forma, ma mantiene anche giovani più a lungo, oltre a rallentare l’insorgere di malattie come il cancro e il diabete di tipo 2. Meglio iniziare presto, oltretutto, a consumare meno calorie: prima si inizia infatti, e prima si contrasta l’invecchiamento.

L’ENZIMA ANTI-VECCHIAIA – I ricercatori dell’università di Goteborg, Svezia, dipartimento di biologia molecolare e cellulare, hanno studiato (http://www.alphagalileo.org/ViewItem.aspx?ItemId=114117&CultureCode=en) le funzioni di un enzima, la perossiredossina 1, che sarebbe il protagonista del rallentamento del processo di invecchiamento. Tale enzima infatti è necessario per ridurre il perossido di idrogeno e attivare funzioni antiossidanti delle cellule. E proprio grazie agli antiossidanti (contenuti notoriamente anche in alcuni alimenti, come le mele, l’aglio, molte verdure) è possibile proteggere il corpo dai segni della vecchiaia, come la degenerazione di cellule e tessuti. Ma con l’età, l’enzima perossiredossina 1 viene danneggiato e rallenta così le sue funzioni. Esiste però un secondo enzima, Srx 1, in grado di andare a riparare il primo, e rimetterlo così in funzione. E sarebbe proprio la restrizione calorica a produrre questo riparatore naturale, innescando così un processo di salvaguardia di tessuti e funzioni vitali e contrastando l’invecchiamento generale. 

MENO ZUCCHERI, PIÙ VITAMINE – Per innescare questa naturale via di salvaguardia della propria salute, è necessario dunque ridurre l’apporto calorico totale giornaliero. Senza però privarsi di nutrienti fondamentali per la salute del corpo. Il modo migliore, sostiene la ricerca, è quello di ridurre gradualmente l’assunzione di zuccheri e proteine, ricordandosi di non privarsene totalmente e di continuare ad assumere regolarmente anche minerali e vitamine.  

CANCRO E DIABETE 2 – L’insufficienza dell’enzima perossiredossina 1, una volta danneggiato, porterebbe anche all’insorgere di alcune malattie come cancro e diabete di tipo 2: ecco perché è fondamentale riuscire a mantenerlo in funzione a lungo, anche attraverso un regime calorico controllato e una dieta variegata. Non solo: le perossiredossine aiuterebbero inoltre nella prevenzione dei danni dati dall’aggregazione delle proteine, responsabili a loro volta di alcune patologie come Parkinson e Alzheimer, frequenti nel corso della vecchiaia.

Eva Perasso

[Fonte: CorrieredellaSera.it - Salute/Nutrizione - 1 novembre 2011]





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