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Una carenza significativa di vitamina D può dar luogo a seri problemi di mineralizzazione delle ossa, dolori e debolezza muscolare.
Gli scienziati che hanno partecipato al 13° Workshop Consensus for Vitamin D Nutritional Guidelines del 2007, ha individuato in 11 nanogrammi per millilitro di almeno 20 ng/ml la presenza accettabile di vitamina D nel siero. Seguendo queste linee guida, un gruppo di ricercatori del Weill Cornell Medical College di New York, ha condotto uno studio su un consistente gruppo di ragazzi afro-americani e ha scoperto che oltre la metà di questi presenta una preoccupante carenza di vitamina D. In particolare le ragazze hanno mostrato un doppio del rischio rispetto ai coetanei maschi. "Questi risultati sono allarmanti. Dobbiamo lavorare affinché il pubblico sia informato ed educato sull'importanza della vitamina D. I giovani hanno bisogno di assumere almeno quattro bicchieri di latte al giorno o avvalersi di una dieta equivalente. Ad esempio, altri cibi ricchi di vitamina D sono il salmone, tonno, uova e cereali. Un'altra alternativa può essere un supplemento di vitamina che contenga 400 unità internazionali di vitamina D" ha dichiarato il dr. Sandy Saintonge del Weill Cornell Medical College e New York Hospital. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Pediatrics. I rischi da carenza di vitamina D possono colpire, bambini, ragazzi e adulti di tutte le nazionalità. È noto che una carenza di vitamina D causa rachitismo nei bambini, ridotta mineralizzazione e osteomalacia , ovvero un indebolimento osseo, negli adulti. I segnali di una carenza si evidenziano con una valutabile riduzione nel sangue di calcio e fosforo e un conseguente aumento della fosfatasi alcalina, segno evidente di malattie ossee. Altri sintomi evidenti si manifestano con debolezza muscolare, dolori, deformazioni ossee. La vitamina D si trova in numerosi alimenti tra cui uova, burro, fegato; pesci come sardine, aringhe, sgombri, tonno, anguille e salmone; formaggi come parmigiano reggiano, grana padano, emmenthaler, emmenthal, caciocavallo, caciotta, provolone e pecorino. Gli scienziati di tutto il mondo raccomandano anche un'esposizione appropriata ai raggi solari che ne promuove la sinterizzazione e concludono che un'esposizione giornaliera di almeno 15 minuti e un'alimentazione appropriata sono sufficienti a garantire una quantità adeguata di vitamina D.
(Luigi Mondo e Stefania Del Principe) [Fonte: LA STAMPA.it BENESSERE - 12/3/2009] |