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Alzheimer: occhio a peso e cuore
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Sabato 28 marzo sarà la giornata dedicata alla prevenzione della malattia di Alzheimer. Chi soffre di cuore o è in sovrappeso rischia di più e deve correre subito ai ripari.

Le persone che soffrono di problemi cardiovascolari e di peso hanno maggiore difficoltà a concentrarsi e rischiano più frequentemente di perdere la strada di casa: entrambi i fattori sono campanelli d'allarme per l'insorgenza dell'Alzheimer, causa di almeno il 70% di tutte le demenze senili»: il professor Vincenzo Marigliano, direttore del Dipartimento di Scienze dell'invecchiamento presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza sintetizza in questo modo i risultati della ricerca promossa dall'Associazione nazionale anziani e pensionati (Anap) e dall'Associazione nazionale comunità e sport (Ancos) di Confartigianato-Persone, in collaborazione con la Croce rossa italiana e con la Federazione italiana medici geriatri (Fimeg).

Il 28 marzo 2009, nel corso della giornata Senza ricordi non hai futuro, non permettere all'Alzheimer di cancellare il tuo domani, Anap e Ancos di Confartigianato Persone hanno allestito gazebo informativi nelle principali piazze italiane. Qui i volontari delle sedi provinciali di Confartigianato Persone coadiuvati da quelli della Croce Rossa e da numerose altre associazioni di volontariato, hanno somministrato, alle persone interessate, due questionari: uno anagrafico e comportamentale (sulle abitudini di vita e di alimentazione del soggetto), e uno (il Mini Mental State Examination) che, attraverso piccoli esercizi di abilità mentale, intendeva verificare la presenza di fattori di rischio per lo sviluppo della malattia d'Alzheimer.

L'indagine preliminare condotta dal Dipartimento di Scienze dell'invecchiamento de La Sapienza ha coinvolto soggetti con un'età media di 67 anni (il 50,7% donne, il 49,3% uomini), il 33.3% di essi sono fumatori.
«Il rischio di deficit cognitivo - commenta il professor Marigliano - risulta essere lieve-moderato nel 32.4% dei pazienti e severo nel 14.7% dei casi. Infatti il 49.9% dei pazienti non ricorda appuntamenti, il 40.9% non ricorda i nomi. Un dato da non sottovalutare è rappresentato dal fatto che il 22.6% degli intervistati è annoiato e il 30.1% dichiara stati di tristezza».

La ricerca avvalora dunque la tesi che avere interessi intellettuali aiuti a contrastare l'insorgere dell'Alzheimer. «È stato dimostrato da numerosi studi - prosegue Marigliano - che, per prevenire il deficit cognitivo, è meglio mantenersi attivi e impegnati nelle cose che si preferiscono. Il 22% del nostro campione ha difficoltà di concentrazione: dunque è importante stimolare la mente mantenendo attive le parti del cervello ancora efficienti.
Le attività mentali consigliabili sono quelle che ognuno ritiene piacevoli, come ascoltare musica, impegnarsi in attività creative (giardinaggio, lavori a maglia, scultura, pittura, suonare strumenti musicali) e anche le parole crociate, lo scarabeo, leggere, eseguire esercizi o giochi di aritmetica».

La seconda Giornata nazionale per la prevenzione dell'Alzheimer si terrà sabato 28 marzo nelle principali piazze italiane, dove i gruppi territoriali dell'Associazione nazionale anziani e pensionati (Anap) e dall'Associazione nazionale comunità e sport (Ancos) allestiranno dei gazebo informativi, presso i quali si potrà non solo ricevere informazioni sulla predisposizione a questa malattia, sulle forme di assistenza ai malati, e sui comportamenti più efficaci per prevenirla, ma anche compilare i questionari per predirne l'insorgenza. L'iniziativa è organizzata in collaborazione con la Croce rossa italiana, con il Dipartimento di scienze dell'invecchiamento dell'Università La Sapienza di Roma, con la Federazione italiana medici geriatri (Fimeg) e, a livello territoriale, con numerose altre associazioni di volontariato.

di Roberta Camisasca

[Fonte: Sanihelp.it - 26/3/2009





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