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A bastoncini, a medaglioni o impanato come cotolette. Far mangiare una porzione di pesce a bambini e ragazzi è spesso un`impresa che richiede fantasia. Un`impresa da affrontare con determinazione, però. Gli adolescenti che mangiano pesce almeno una volta a settimana hanno infatti un quoziente intellettivo superiore rispetto ai coetanei. È quanto emerge dallo studio pubblicato su Acta Paediatrica dai ricercatori dell`Università di Göteborg, secondo cui consumare merluzzi e sardine durante l`adolescenza migliora le performance cognitive.
Scrigno prezioso - Orate, sgombri e alici sono ingredienti fondamentali per la mente. Evitando le frittura, In gravidanza non se ne dovrebbe mai fare a meno: il pesce contiene due tipi di acidi grassi, l`omega-3 e l`omega-6, utili, ad esempio, per lo sviluppo cerebrale del feto. Ricerche recenti hanno dimostrato che una "dieta ittica" contribuisce allo sviluppo cognitivo dei bambini già nel grembo materno, per non parlare poi dell`infanzia: un alimento completo che protegge neuroni e memoria per molti molti anni. Lo studio - La ricerca è stata condotta su circa 4 mila adolescenti con un`età media di 15 anni. Gli studiosi hanno esaminato un bel numero di caratteristiche per misurare il benessere psicofisico dei ragazzi: origine etnica, livello di istruzione dei genitori, se fossero pigri o sportivi, se fossero normopeso o già con qualche chilo in più. Il 58% dei partecipanti mangiava pesce almeno una volta a settimana, 1 su 5 due o più volte. Il test - Dopo aver sottoposto i ragazzi ad una serie di test cognitivi a distanza di tre anni dall`inizio dello studio è emersa una significativa associazione tra il consumo regolare di pesce e il miglioramento delle abilità cognitive. I 15 che avevano mangiato più pesce si erano trasformati in maggiorenni più dotati mentalmente. Per esempio, una porzione di pesce azzurro a settimana faceva salire i punteggi medi del 6%, mentre quelli che lo consumavano più volte superavano di quasi l`11% chi lo mangiava raramente. Merito degli acidi grassi - Secondo i ricercatori è possibile ipotizzare che gli acidi grassi polinsaturi contenuti nel pesce abbiano effetti positivi sul cervello La prossima ricerca, concludono gli studiosi, cercherà di incoronare il pesce pro-cervello tra salmone e alici. Dovranno infatti stabilire quali sono le differenze tra specialità magre e grasse e quanto la qualità del pesce possa influenzare sulle abilità cerebrali. Autore: n.c. [Fonte: IlSole24ore.com - Salute24 - 11/03/2009] |