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I laureati mangiano meglio (spendendo tanto)
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Chi è più istruito sceglie cibi meno calorici e più ricchi di nutrienti, che in genere costano di più

MILANO- Più colti, magari anche un po' più ricchi. Sanno scegliere con maggior cura che cosa mettere in tavola e hanno una dieta ricca di cibi poco calorici ma con un alto valore nutrizionale. Che però si fa sentire sul portafoglio, costando assai di più rispetto a un'alimentazione meno sana e più povera di nutrienti: lo rivela una ricerca pubblicata sul Journal of the American Dietetic Association da ricercatori dell'università di Seattle.

L'INDAGINE – Pablo Monsivais e Adam Drewnowski hanno messo a confronto le abitudini a tavola di 164 adulti della loro città, Seattle, andando a scandagliare la frequenza di consumo di 152 alimenti e 22 diversi tipi di bevande, con un occhio di riguardo anche alla grandezza delle porzioni. Per quattro giorni i partecipanti allo studio hanno anche tenuto un vero e proprio diario alimentare, in più hanno risposto a un questionario che indagava elementi demografici e comportamentali. Monsivais e Drewnowski hanno così verificato che le diete con una qualità maggiore dei nutrienti e con una densità energetica inferiore (meno caloriche, quindi) erano anche quelle più costose. E chi le sceglieva (e se le poteva permettere), invariabilmente, era più istruito e aveva uno stipendio un po' più alto. La variabile più «pesante» sarebbe comunque il livello di istruzione: «A un maggior grado di educazione corrispondeva sempre un'alimentazione di maggior qualità e più costosa, indipendentemente dagli introiti finanziari complessivi della famiglia», dice Monsivais.

CIBI DI QUALITÀ – In fondo non c'è da stupirsene troppo: nutrirsi nel modo giusto richiede consapevolezza, ma anche denaro. Il motivo è semplice e arcinoto: i cibi di qualità sono quelli a bassa densità energetica, che cioè a parità di peso forniscono poche calorie ma molti nutrienti. Alimenti come le carni magre, il pesce, la frutta e la verdura: sani, utilissimi per prevenire obesità, malattie cardiovascolari, diabete e tumori, ma in genere assai più costosi dei cibi ad alta densità energetica. Che invece sono piccole bombe caloriche povere di nutrienti, come i cibi da fast food o i prodotti industriali, alla portata però di tutte le tasche. Così da anni le ricerche epidemiologiche raccontano che nelle aree degradate e povere l'obesità è più diffusa: chi non ha molti soldi da spendere tende a riempirsi la pancia il più possibile per togliersi la fame, spendendo meno possibile. Risultato, acquista cibi di scarso valore nutritivo e si ritrova ben presto con chili di troppo e salute traballante. «Le condizioni nutrizionali degli individui dipendono molto dal loro stato socioeconomico: i nostri dati indicano che uno dei motivi può essere il maggior costo di un'alimentazione a più alto valore nutritivo», conclude Monsivais.

Elena Meli

[Fonte: IlCorrieredellaSera.it - Salute/Nutrizione - 25 maggio 2009]





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