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Carboidrati e rischio tumore al seno |
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L'influenza del carico glicemico nel rischio di carcinoma mammario Secondo un recente studio* sostenuto dal Swedish Cancer Foundation e condotto da ricercatori svedesi il cosiddetto "carico glicemico" avrebbe un impatto significativo sul rischio di sviluppare il tumore al seno.
Lo studio è stato condotto su un campione di 61.433 donne svedesi che hanno compilato regolarmente un questionario sulle proprie abitudini alimentari tra il 1987 e il 1990. Il follow-up è durato ben 17,4 anni e ha voluto stabilire come un'associazione tra carboidrati, indice e carico glicemico potesse avere un'influenza sulla possibilità di contrarre il carcinoma mammario. Partendo da questo concetto, si è tuttavia stabilito come i diversi tipi di carboidrati agiscano in modo differente sul carico glicemico che ha delle oscillazioni in caso di assunzione di alimenti raffinati o integrali; per esempio il pane o la pasta bianchi aumentano notevolmente l'indice glicemico in quanto producono zuccheri che aumentano velocemente il livello nel sangue, al contrario dei carboidrati assunti per mezzo di cereali integrali. Dai dati acquisiti è emerso che, durante questo tempo, 2.952 donne si sono ammalate di tumore al seno e che questo poteva essere collegato al carico glicemico. I ricercatori fanno però notare che non sono necessariamente i carboidrati a essere collegati al carcinoma mammario, ma piuttosto l'indice e il carico glicemico che, tuttavia, può appunto essere modificato dai carboidrati. Nel totale, le donne che seguivano una dieta che causava un alto indice glicemico sono state reputate a rischio tumore nel 44% dei casi, contro rispettivamente l'81% per quelle che avevano un alto carico glicemico e il 34% per quelle che assumevano in genere un gran numero di carboidrati. I ricercatori concludono suggerendo che un elevato apporto di carboidrati e le diete con un elevato indice glicemico e carico glicemico possono aumentare il rischio di sviluppare il cancro al seno.
(lm&sdp) * lo studio è stato pubblicato sul "International Journal of Cancer" [Fonte: LaStampa.it|Benessere - 16/07/2009]
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