Iniezioni di acido ialuronico, botulino, ma anche dieta per contrastare le rughe: mangiare salmone, ricco dei preziosi acidi grassi Omega 3 «a lunga catena» e delle vitamine D, E e del gruppo B, unito a verdura e frutta, non soltanto aiuta a stare meglio d’estate, ma anche a combattere la secchezza e l’invecchiamento cutaneo precoce. Altra regola da non dimenticare, quella di bere molta acqua. Ma quanto preoccupano le rughe? Molto, a guardare quanto si spende in Italia per prodotti cosmetici e interventi plastici ed estetici. E’ certo, inoltre, che la via della prevenzione passerà in futuro sempre di più attraverso il Dna. Buone speranze arrivano dal gruppo di scienziati che ha di recente identificato 1.500 geni responsabili dei tanto odiati segni d’invecchiamento. La scoperta potrà aprire la strada alla produzione di nuovi, e più efficaci, farmaci o creme. Il team di ricercatori al lavoro per individuare le cause genetiche dell’invecchiamento, riferisce il Daily Mail, appartiene al gigante della cosmetica Procter & Gamble, coinvolta nel progetto «Genoma umano». «Grazie a tale progetto - dice lo scienziato Jay Tiesman - abbiamo potuto analizzare i cambiamenti genetici che si verificano sulla nostra pelle». Secondo Tiesman, la pelle invecchia in otto modi diversi, ciascuno dei quali è controllato da un proprio gruppo di geni. I ricercatori credono che tra i 1.500 geni responsabili delle rughe, 700 siano legati all’idratazione della pelle, che con il tempo diventano meno attivi e determinano la formazione delle rughe. Altri geni-chiave, secondo il quotidiano, sono i 40 coinvolti nel «crollo» del collagene, proteina del tessuto connettivo, e i 400 legati all’infiammazione della pelle, oltre a quelli che influenzano la reazione della pelle alla luce solare. Per gli studiosi importante è anche la risposta della pelle ai radicali liberi. Individuando il Dna coinvolto nell’invecchiamento della pelle, i ricercatori sperano così di poter creare nuovi farmaci o creme che possono stimolare alcuni geni, e sopprimerne altri, per restaurare look giovanili. Secondo il professor Anthea Tinker, studioso degli aspetti sociali dell’invecchiamento presso il King’s College di Londra, «le persone di una certa età sono interessate all’estetica quasi come i giovani e rappresentano un mercato importante e in crescita». Se si invecchia bene come Cliff Richard o male come Keith Richards, osserva il quotidiano, «dipende comunque in parte dai nostri geni, ma in parte anche dal nostro stile di vita». In particolare il quotidiano ricorda che le principali cause dell’invecchiamento della pelle sono l’esposizione al sole e il fumo.
Claudia Ferrero [Fonte: LaStampa.it|Antiaging:Giovani a lungo - 08/08/2009]
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