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Perdere peso (anche poco) fa bene al cuore
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Negli obesi può bastare perdere il 10 per cento del peso per veder migliorata la funzione cardiaca

MILANO - Non ci sono scuse per chi è obeso: non vale farsi scoraggiare dai tanti chili di troppo e rinunciare in partenza a perderli pensando che è impossibile raggiungere l'obiettivo. Anche sbarazzarsi del 10 per cento del proprio peso, infatti, è già un sollievo per il cuore degli obesi, che ricomincia subito a funzionare meglio.

SPERIMENTAZIONE – Lo dimostra una ricerca pubblicata sul Journal of the American College of Cardiology, condotta da un gruppo di cardiologi della Washington University su 60 persone obese, con un indice di massa corporea compreso fra 30 e 44 (per intenderci, si parla di persone che se sono alte un metro e settanta possono pesare dai 90 ai 135 chili). A tutti è stata prescritta una dieta ipocalorica (1.200-1.500 calorie per le donne, 1500-1800 calorie per gli uomini) e un po' di movimento, almeno tre ore e mezza di camminata alla settimana. Nel giro di sei mesi i partecipanti avevano perso in media il 9 per cento del loro peso: non tantissimo in termini di chili, quindi, ma sufficiente per riguadagnare salute per il cuore. All'inizio dello studio, infatti, nessuno aveva chiari segni di insufficienza cardiaca (fiato corto, tosse, edema) né prendeva farmaci per ridurre il colesterolo, ma l'ecocardiografia evidenziava per tutti piccoli segni di sofferenza cardiaca: un leggero ingrossamento, la capacità di contrazione e rilassamento era scarsa, le pareti delle carotidi un po' ispessite. A sei mesi dall'inizio della dieta, tutti questi valori mostravano miglioramenti e pure i livelli di colesterolo e trigliceridi erano in calo. Dopo i primi sei mesi, molti hanno cominciato a riprendere lentamente i chili perduti e a due anni di distanza la riduzione media del peso si attestava attorno al 4 per cento del peso iniziale; tuttavia, spiegano gli autori, restavano comunque alcuni dei benefici cardiovascolari avuti grazie alla dieta.

EFFICACIA – Il risultato non è di poco conto, visto che l'ingrossamento del cuore e la perdita della sua capacità di pompare bene il sangue sono l'anticamera dello scompenso, mentre l'ispessimento delle arterie è un fattore di rischio per la formazione di placche aterosclerotiche. E l'obesità porta fatalmente all'ingrossamento e alla riduzione della funzionalità cardiaca, perché il cuore deve lavorare sodo per portare il sangue ovunque. «A un obeso perdere una decina di chili o poco più può sembrare irrisorio, invece è già molto per la sua salute cardiovascolare – spiega la coordinatrice dello studio, Lisa de las Fuentes –. Non c'è bisogno di perdere 30 chili d'un colpo: meglio porsi obiettivi realistici e lavorare progressivamente per raggiungerli. Tra l'altro noi abbiamo assegnato diete a basso contenuto di carboidrati o a ridotto apporto di grassi: entrambe hanno funzionato, perciò ciascuno può scegliere l'approccio che più preferisce sicuro di poter ottenere un buon risultato e di riavere un cuore in condizioni migliori. I nostri dati – prosegue l'esperta – sono importanti anche perché abbiamo seguito i partecipanti a lungo, documentando che cosa accade se man mano si riprende peso: gradualmente vengono persi i vantaggi cardiovascolari raggiunti, ma resta comunque un margine di beneficio se si riesce a non tornare al peso di partenza».

Elena Meli

[Fonte: CorrieredellaSera.it - Salute/Cuore - 3 marzo 2010]





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