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Alla guerra del colesterolo
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«Riequilibrare l'apporto dei diversi acidi grassi alimentari, integrare la dieta giornaliera con fibre, carboidrati complessi a basso indice glicemico, impiegando quando opportuno alimenti arricchiti in fitosteroli o proteine di soia, praticare una regolare attività fisica: sono questi i fattori che possono contribuire a un efficace controllo non farmacologico dei livelli di colesterolo nel sangue, aiutando così a prevenire gravi patologie, in particolare cardiovascolari». Le conclusioni sono riportate nel documento di consenso «Controllo non farmacologico dei livelli del colesterolo nel sangue», che la Nutrition Foundation of Italy ha coordinato valutando studi e ricerche scientifiche sulla relazione tra alimentazione, stili di vita e valori della colesterolemia.

Alimentazione: le strategie più utili
Per i soggetti ad alto rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, spiegano gli esperti, «i farmaci come le statine rappresentano una risorsa fondamentale per tenere a bada il colesterolo». Ma quando il rischio non è alto, è utile prevenire l’ipercolesterolemia facendo una vita attiva, e seguendo alcuni semplici consigli alimentari. Tra questi, quello di preferire la pasta di semola di grano duro cotta al dente, quello di mangiare frutta, verdure, fibre e legumi (che aumentano il colesterolo «buono» e abbassano i trigliceridi), e quello di scegliere olii con acidi grassi poli-insaturi, come ad esempio l’olio di semi.
«Oggi si parla molto di farmaci - spiega Rodolfo Paoletti, presidente Nfi e della Fondazione italiana cuore - ma non delle cose di base come la prevenzione, e questo lo trovo molto pericoloso. Anche perché il controllo del tasso di colesterolo è utile per larghi strati di popolazione, e può essere fatto molto bene con mezzi non farmacologici». Secondo gli esperti, il 15% degli italiani ha un rischio cardiovascolare moderato, e quindi non dovrebbe assumere farmaci per ridurre il colesterolo. Proprio per loro è consigliato il controllo dell’ipercolesterolemia con una dieta adeguata e una moderata attività fisica. Uno stile di vita che può ridurre i livelli di colesterolo anche del 30%, senza contare che queste abitudini sane potrebbero ridurre in alcuni casi anche l’uso dei farmaci. 

I miti da sfatare a tavola
Come prima cosa occorre sgomberare il campo da alcuni falsi miti. Infatti, anche se resta opportuno limitare l’apporto giornaliero di colesterolo entro i 300 mg al giorno, «può essere inutile bandire dalla tavola gli alimenti ritenuti troppo ricchi in colesterolo, come ad esempio le uova», precisa Andrea Poli, direttore scientifico del Centro Studi dell'Alimentazione Poli. E ancora. Ad essere buono o cattivo non è tanto il colesterolo, quanto la proteina che lo trasporta: «A traghettarlo ci sono infatti “barchette” cattive (le lipoproteine Ldl) e barchette buone (le Hdl)», puntualizza Poli. Terzo equivoco: «Non è vero che gli italiani mangiano troppi grassi. Mangiano quelli sbagliati», troppi acidi saturi e trans, e pochi acidi polinsaturi.
«Gli acidi grassi Omega-3 svolgono moltissime azioni positive, ma non riducono il colesterolo cattivo Ldl», avverte Poli. Per ripulire il sangue da questa sostanza bisogna dunque aumentare il consumo di acidi grassi polinsaturi (olio di semi) e contenere gli acidi grassi saturi (animali) e trans (abbondanti per in snack e prodotti da forno scadenti). Al contempo, occorre potenziare il consumo di fibre (frutta e verdura), se necessario anche con «integrazioni di fibre solubili come il beta-glucano», precisa l’esperto.

Il ruolo positivo dei fitosteroli
Quanto al colesterolo buono Hdl, per innalzarne i livelli nel sangue «bisogna preferire i carboidrati a basso indice glicemico (pasta di semola di grano duro cotta al dente, ad esempio)», prosegue l’esperto. Sì al vino ma a dosi moderate, largo agli sport aerobici (corsa, nuoto, bicicletta) anche «per contenere i livelli di trigliceridi» e tenere sotto controllo il peso. Infine, «via libera a fitosteroli o stanoli tipicamente inseriti in yogurt o margarine molli - conclude Alberto Notarbartolo, past president della Società italiana per lo studio dell’arteriosclerosi (Sisa) - . È dimostrato che 2 grammi al giorno di queste sostanze possono ridurre il colesterolo Ldl del 10% circa». Nell’alimentazione i fitosteroli si trovano in particolar modo negli oli vegetali (di mais, arachidi, soia raffinato e oliva raffinato), nei legumi (piselli, fagioli) e nella frutta secca (arachidi, mandorle, noci). Tutti insieme, questi accorgimenti possono abbattere il colesterolo del 30 per cento.

«Con la soglia di 200 mg/dL nessun intervento farmacologico»
«Se i livelli di colesterolo eccedono di poco la soglia di 200 mg/dL - conclude Andrea Poli - non è in genere necessario un intervento farmacologico, perché la riduzione desiderata della colesterolemia stessa può essere ottenuta mediante un'alimentazione adeguata. L'integrazione nella dieta di prodotti che contengono almeno 2 grammi di fitosteroli potenzia questo effetto, riducendo il colesterolo totale e Ldl di un ulteriore 10 per cento, senza effetti significativi sulla colesterolemia Hdl e sulla trigliceridemia».

[Fonte: LASTAMPA.it|Benessere - 22/02/2008]





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